giovedì, agosto 30

Notizie Sparse

Buon Giorno e ben trovati all'appuntamento quotidiano con il Tonic Team. Di che cosa si parlerà oggi? Quali saranno gli argomenti di discussione nel post odierno? La finale del lungo di Howe? Il possibile record del mondo di Wariner nei 400m? La classifica dei 5 film porno preferiti dai Tonici? La durata del rapporto sessuale medio del Cudù Maggiore? No! Niente di tutto questo tedierà voi lettori durante la giornata di oggi! Quello che ci vuole è un aggiornamento sulle condizioni dei nostri otto moschettieri, presi singolarmente con i loro problemi, dubbi, perplessità, pregi e difetti del momento, il tutto in rigoroso ordine alfabetico.
Andy...sinceramente non si hanno notizie certe di Andy. L'ultima volta che il Facocero è stato avvistato era alla guida di una Peugeot 206 con dei margheritoni di peluche in bella mostra sulla cappelliera che poco si adattavano alla sua figura di lanciatore. Ci teniamo a precisare che la macchina è di proprietà della Fede (la sua ragazza, ndr). L'avvistamento risale però a sabato, nel frattempo l'unica certezza è che è vivo, visto che oggi pomeriggio era connesso a msn.
Cello sta discretamente, la sua caviglia migliora di giorno in giorno. Oggi infatti è riuscito a portare avanti uno dei lavori più duri degli ultimi mesi: sei progressivi sull'erba con recupero al passo.
Fabione, a sua volta, è sempre più vicino al recupero completo, l'accelera-tori corre, doppia, si mette i chiodi, fatica, spinge, per lui si paventa anche un ritorno alle competizioni a settembre...tutti sono curiosi di vederlo estrarre conigli dai cilindri di 100m e 200m.
Il Babbo in questo periodo è un po' disorientato: il rientro dalle vacanze, il tempo uggioso e l'imminente test di scienze motorie (con studio forzato annesso) lo rendono un po' malinconico. Al solito noi lanciamo un appello nel caso ci fosse qualche signorina volenterosa e di bell'aspetto disposta, con le sue arti, a fargli tornare il sorriso.
Il Conc, da quello che si può osservare durante gli allenamenti, è quello che sta meglio. I crono sono ottimi, così come l'azione e la facilità di corsa. Con entrambe le mani sulle palle non diciamo altro e attendiamo fiduciosi.
Lorenzo oggi è stato dalla Dott.ssa Ferrario per il suo tendine: dopo avergli fatto la fibrolisi il medico ha paventato l'ipotesi di un'operazione. Con un tagliettino e una semplice pulizia infatti si potrebbero risolvere diversi problemi di conseguenza il tonico sta vagliando l'ipotesi. Augurandoci che il ritorno in pista sia imminente e duraturo lo lasciamo tranquillo a riflettere su come curarsi.
Pavlov sta bene, in questo periodo è meno stretto nella morsa dei suoi mille impegni e riesce ad allenarsi con più costanza e, di conseguenza, risultati. Oggi primo allenamento di asta dopo lo stop estivo: nonostante la pioggia lo abbia interrotto la prima parte è andata molto bene e le prospettive sono ottime.
Robbie se la gioca con Lorenzo per il più acciaccato: la sua caviglia infatti stenta a guarire, il dolore persiste e di correre non se ne parla. A giorni la Catapulta del Sud farà un'ecografia a cui seguiranno visite, controvisite, riabilitazione e, se dio vuole, una progressiva ripresa, speriamo in bene.
Ok, ora sapete tutto, non possiamo fare altro che augurarvi la buona notte a rinnovare l'appuntamento a domani.
Tonic Team.
p.s.: Per Chicco: l'indirizzo a cui inviare il materiale è info@tonicteam.it manda tutto quello che vuoi che è ben accetto.

martedì, agosto 28

Andature?

Di base, oggi, c'era un tempo del cazzo. Con sta pioggerellina a tratti fine a tratti violenta e la calura di fine agosto sembrava di stare in sauna. Il risultato netto sono stati litri e litri di sudore riversati a caso dai presenti alla Tonic Arena. I tonici impegnati sul campo, Andre a parte, hanno fatto andature, chi sulla sabbia, chi sull'erba, chi in pista, chi tra gli ostacolini. Se c'è una cosa che è saltata fuori durante il raduno di Cavalese è l'importanza di questo tipo di esercizi, utilissimi per migliorare la reattività del piede e la tecnica di corsa. Il problema però è sempre lo stesso: cosa fare? Fortunatamente alcuni dei massimi "esperti dell'andatura" sono anche nostri lettori e commentatori accaniti, di conseguenza mi rivolgo a Chicco, a Igor e a chiunque abbia esperienza in materia per lanciare un appello: è possibile avere un commento o una mail da pubblicare con un programma o una serie di esercizi da fare per la reattività? Potrebbe essere un valido strumento da fornire a coloro i quali, poco esperti ma volenterosi (tipo Cello), vogliono migliorare questo importantissimo aspetto tecnico. Insomma, se l'argomento interessa e ne avete voglia, lanciatevi a ruota libera verso la teorizzazione dell'allenamento di andature perfetto, non aspettiamo altro.
Buona Nanna,
Tonic Team.
p.s. Anche questa volta la foto della bella figa è per attirare l'attenzione

Un po' mi gira il cazzo

Cavalese, nell'intorno delle 5 di mattina. Un osservatore esterno avrebbe sicuramente notato che quella notte al Piccolo Hotel c'era qualcosa che non andava: luci nelle stanze, gente che sgattaiola nei corridoi, una sottile tensione che aleggia. Si sarebbe potuto pensare a dei ladri, a qualche problema, a dei riti improvvisati ma niente di tutto ciò corrisponde a ciò che stava realmente accadendo. Quella notte infatti Simo avrebbe corso la qualificazione ai Mondiali di Osaka sui 100m e, chi in stanza chi nella sala TV, i ragazzi in ritiro stavano seguendo l'evento. In batteria corre sciolto, molla prima del traguardo, chiude con un 10"22 che fa credere che l'abbraccio alla Caporale sia praticamente scontato. Dopo mangiato, verso le 13, di nuovo tutti davanti ai teleschermi, speranzosi e quasi certi che lo spettacolo sarebbe stato assicurato. Purtroppo Simo è contratto, rigido, non da la stessa impressione della mattina, qualcosa non va. Giunge quinto in batteria, si spera nel ripescaggio i risultati tardano ad uscire e il gruppo, che quel giorno sarebbe rientrato a casa, parte senza sapere il verdetto.
Vengo a sapere la sera che con il tempo di 10"31 il velocista delle Fiamme Gialle è fuori, doccia fredda. Mi informo suo suo blog e vengo a scoprire la magagna dell'antidoping (per chi non ne fosse a conoscenza clicchi QUI e legga il secondo commento di Relione (il papà di Simone, ndr)). Mi reco istantaneamente sul sito della Fidal certo di trovare ampie spiegazioni sull'accaduto, condite da una serie di scuse da parte del comitato nazionale. Mi sbaglio. L'unico commento ufficiale sull'accaduto è il seguente "Il torneo dei 100 metri maschili dopo due turni saluta i nostri due portacolori. Dopo l’exploit del mattino, Simone Collio e Rosario La Mastra non sono riusciti a ripetersi peggiorandosi leggermente, 10.31 per il primo con vento contrario di 0,5 e 10.32 per il secondo con +0,8. Il loro comportamento va comunque giudicato con un voto ben piu’ alto della sufficienza e questo va a tutto vantaggio della preparazione della nostra staffetta veloce".
Comincio ad incazzarmi. Com'è possibile che uno dei migliori atleti che abbiamo in Italia sia stato letteralmente abbandonato al campo e non sia stato messo nelle condizioni di gareggiare al meglio? Dov'era la dirigenza? Come mai le fonti ufficiali non dicono niente sull'accaduto ma fanno passare la notizia come una normale eliminazione causa inadempienza dell'atleta? Sinceramente non so cosa rispondere a queste domande, o meglio, qualche idea in merito c'è ma preferisco non esplicitarla, attendendo risposte vi lascio con l'intervista rilasciata a Simone subito dopo la gara, credo che renda di più di mille considerazione. Cliccate QUI e selezionate "25/8, Simone Collio dopo l'eliminazione nei quarti" per ascoltarla.
Inutile dire che siamo tutti stretti attorno a Simo e che non vediamo l'ora di vederlo correre sui tempi che vale.
Sogni d'oro a tutti,
Tonic Team

domenica, agosto 26

Home Sweet Home

Sono tante le scelte che ti impone una pagina bianca, soprattutto quando la mente è gonfia di ricordi che vorresti trasmettere, condividere e far vivere, nel bene e nel male, agli assenti. L'arduo compito di sintetizzare veste chi scrive di un ruolo scomodo, dove connotazione e denotazione si mischiano lasciando spazio ad interpretazioni dettate dallo stato, dai rapporti, dalle emozioni del momento. Perifrasi su perifrasi per dire che non è facile fare il report di questa settimana di raduno, nella costante diatriba tra lo stringato e il prolisso, con pro e contro annessi, scegliamo di procedere per punti, sparsi, un brainstorming che colga i punti salienti, la fondamenta da cui eviscerare senso, morale e svago, ora che le pile sono cariche e si ha capito cosa fare e come farlo.
Si parte sempre dalle quinte, da quelli che il palco lo scelgono, lo montano e lo testano; è emerso anche dalle nostre discussione di teoria e tecnica dell'allenamento: "senza una buona organizzazione non si va da nessuna parte". E allora un grazie immenso a Igor, al Nonno ad Andrea e Maurice, è lungo l'elenco delle cause ma su tutte domina la semplicità e la naturalezza con cui hanno conciliato le differenti esigenze di cinquanta persone di età diversa senza scontentarne nessuna, senza imporsi e prestando attenzione alle esigenze di tutti, dentro e fuori la pista.
Il Babbo, come al solito, ha dato spettacolo. Inutile menzionare che ora tutto il gruppo (e qualche passante di Cavalese) conosce a menadito il suo pisello, come è inutile piangere sul latte versato e girare il dito nella piaga ricordando che la bi-zona paga più del pressing esasperato. Noi lo vogliamo ricordare la domenica, quando decide estemporaneamente di gareggiare sugli 800m con 5x300m del sabato nelle gambe, prima della gara si spara sei serie di panca chiuse con un colpo a 90kg, si scalda con una canottiera imbarazzante, si presenta allo start nero, gonfio, definito e aderente e vince in volata con 2'01"4 sfiorando il personale.
Pavlov entra in gioco tre giorni più tardi e, al solito, si distingue per capacità di integrazione fuori dalla norma. Altrettanta la sua voglia di fare approfittando dell'unico momento in cui può dedicare tutto il giorno all'atletica. In pista corre, si potenzia e capta consigli sapientemente dispensati riacquisendo forma e massa: ora il suo busto ha senso, i pettorali e gli addominali mettono la testa fuori, come la cappella dei porcini il primo giorno di sole dopo la pioggia. Fuori dal campo suona, balla, canta, ride e degenera, niente di più, niente di meno di quanto ci avesse abituato in sardegna.
Andy finalmente trova una palestra che gli consenta di svolgere tutti i lavori di pesi presenti sul programma: esaltato dalle attrezzature professionali che il campo di Cavalese gli mette a disposizione (bilanciere olimpico su tutti) pompa di Cristo e fa pompare, preciso e puntuale sui consigli tecnici. Il resto è storia: il martello scende in campo nella consueta partita di pallavolo e picchia regalando emozioni, dispensa teorie morfologiche durante le passeggiate nel bosco e, a ragione, è uno dei pochi a sposare le teorie sulla scopa di Cello.
Fabione, finalmente, sta bene. Emblematico il momento in cui tira fuori le chiodate da velocità e, riferendosi all'inverno passato dice: "Tia, l'ultima volta queste le ho messe con te". L'accelera-tori altleticamente sta tornando in pompa magna, mentre nella vita è sempre lo stesso: sorvolando sul fatto che per arrivare alla stanza 27 era sufficiente "fiutare la pista", è in ritardo costante sulle tabelle di marcia e balla da solo: la solita variabile impazzita insomma che crea scompiglio e diverte, anima le feste e esacerba gli animi, fedelissimo alla causa Pistorius non manca l'occasione per prendersi dei sonori "Vaffanculo" anche dal Nonno e Andrea, ben distribuiti in 35 minuti di discussione durante una cena in pizzeria.
Cello giunge tosto dopo 4 giorni di campeggio con la sua bella, la macchina trasformata a due posti causa bagagli e testa la caviglia dopo il riposo assoluto. L'arto sta benino, non abbastanza da consentirgli allenamenti e gare nella norma ma le sensazioni sono state positive. Atleticamente sarà un settembre di ripresa, umanamente trova la sua principale occupazione nella scopone scientifico, attività in cui spacca il cazzo a tutti tentando di imporre la regola che l'asso non prende tutto.
Ultimo e più importante Lorenzo: bastano due giorni di allenamento per far dire al suo tendine d'Achille "NO!", con conseguente infiammazione, impossibilità di correre e sonore bestemmie annesse. L'ennesima sfiga non fa abbassare la testa al nostro uomo il cui commento alla situazione, al solito, sarà l'unica dichiarazione ufficiale: "Voglio fare atletica seriamente, ma per farlo devo essere al 100%, è quindi importantissimo che io guarisca".
L'ultima sera, anche qui si potrebbe parlare ore ma non avrebbe senso, le foto esprimeranno il senso di quella festa meglio del nero su bianco.
Parlare di chi ti sta vicino è sempre facile, è al centro, si vede, non è difficile focalizzarsi e ricordare. Lo è invece di più quando si tratta di descrivere chi era presente e, fino ad allora, poco più di un "Ciao" nei campi di gara, le new entry nella lista degli amici, quelli con cui ti scambi numero e contatto msn l'ultimo giorno, quelli che hanno esteso la trama dei tuoi rapporti, arricchendola piacevolmente di discorsi, sguardi, coccole, pettegolezzi, sorrisi, consigli, quelli che ti porti dentro quando torni a casa e che hai voglia di rivedere per rivivere le stesse emozioni. Citare tutti è impossibile, ci dimenticheremmo qualcuno e non avrebbe senso, tralasciando amici e amori presenti in noi già dalla partenza da Milano, un grazie speciale va a tutti i "bambini dello zio" e al gruppo di Lecco, in grado di dare un senso nuovo, forte, limpido e trasparente alla parola Ritiro.
Tonic Team
p.s.: Da oggi riprenderanno gli aggiornamenti quotidiani, a breve un album con tutti gli scatti di Cavalese 2007.



domenica, agosto 12

Cronache sarde

Pavlov (tra lo scherzoso e il semiserio): "Ma quando ci ricapita di tuffarci da uno scoglio così alto?". Andre: "Se mi sono buttato da cinque metri a cavalcioni su un divano posso fare anche questa". Il Babbo e Cello sono i primi ad arrampicarsi, seguiti a ruota da Lorenzo.

Andre (primo ad arrivare in cima): "Non la vedo così agile la quesione...". Cello lo raggiunge e capisce il perchè. Visto dall'acqua lo scoglio non sembrava così alto ma la prospettiva è la chiave di volta di molte situazioni: se ti ci cali capisci che non sono semplicei come appaiono. Guardando giù dal punto in cui avremmo dovuto tuffarci il mare cristallino della Sardegna sembra lontanissimo, il cuore inizia a battere a mille, l'adrenalina sale così come l'incertezza.
"Che si fa?"..."Porca puttana se è alto"..."Io ci credo". 3...2...1... Il Babbo si butta, al solito tecnica zero e tanta ignoranza, entra in acqua a bomba ma il gusto di averlo fatto copre il dolore alle chiappe. A ruota vanno Ise, Tia, Cello e Lo che trasmettono l'entusiasmo del volo anche a Pavlov, la Vale, Yuppie, Simo e Ale. Nessuno di noi aveva mai fatto un'esperienza del genere e probabilmente per i lettori abituati a tuffarsi da altezze considerevoli sembrerà una bravata qualunque, ma le emozioni di quel volo di circa 10 metri sono state tante. Sali, guardi giù e le pulsazioni salgono come alla fine del peggiore dei lavori, adrenalina e paura annullano la razionalità e combattono, la prima vince e decidi di farlo. Ti sporgi il più possibile, vedi l'acqua lontana, non puoi aspettare di essere pronto per buttarti, devi farlo e basta, conto alla rovescia, braccia e gambe spingono e ti allontanano dallo scoglio, uno sguardo al cielo e poi il vuoto...il volo dura una frazione di secondo ma, a differenza di altezza più basse, ti consente di capire che cosa sta succedendo. C'è un attimo, prima di entrare in acqua, in cui senti lo stomaco salirti in gola e ti chiedi: "Ma quanto cazzo manca ancora!", l'istante successivo ti trovi con la testa due metri sott'acqua e una sensazione di realizzazione. Riemergi eccitato, ti viene da gridare, sorridere, senti di aver fatto qualcosa di grande, di aver vinto paura e fisica.
A nostro avviso questo tuffo (il punto più alto dell'arco in foto è il punto preciso da dove ci siamo lanciati) è stato l'emblema della vacanza, dopo averlo fatto non abbiamo fatto altro che parlarne eccitati come dei bambini la notte di Natale, contenti di aver messo le nostre teste dentro l'uscio di un universo sconosciuto.
Il resto sono risa, sole, bagni, coccole, falò, canzoni stonate, alcool, discorsi, albe, stelle, amicizia e amore, mescolati in dieci giorni caldi e affiatati. Non è questa la sede per dare un collegamento ai sentimenti, occhi e voce saranno in grado di snocciolare aneddoti meglio di questa pagina bianca. Quello che conta è che sia andata splendidamente, che Rolenzino si sia ripreso alla grandissima, che la caviglia di Cello stia bene e che si sia tutti pronti per il raduno, in programma dal 18 al 25 agosto a Cavalese.
Per quanto riguarda la polemica che si è accesa durante la nostra assenza personalmente sono piacevolmente contento che questo spazio sia un luogo di discussione di temi importanti ma, ora come ora, non me la sento di gettare altra carne al fuoco, il relax di questi giorni ha tolto smalto al mio spirito rivoluzionario. Senza aggiungere altro a quanto già detto saluto tutti fissando l'appuntamento a fine agosto, quando riprenderanno gli aggiornamenti quotidiani.
Tonic Team.
p.s.: Aggiunti un video e alcuni culi interessanti nelle relative sezioni.


domenica, luglio 29

Buone Vacanze

Ora è tempo di partire, di togliersi body e chiodate, allontanarsi dal tartan e staccare; per ricaricare le batterie, per recuperare voglia e spirito. Nonostante i risultati Padova è stata un'esperienza unica, anche grazie ad una cornice suggestiva e un'organizzazione efficientissima. E' un peccato che le cose non siano andate benissimo ma, come dice il proverbio, piangere sul latte versato è inutile quasi quanto girare il dito nella piaga. "Ho fatto cagare" queste le uniche parole di Lorenzo a commento della controprestazione di venerdì. Non è utile spendere ulteriori parole sulla sua gara, non avrebbe senso e non porterebbe a nulla, anche riportare il tempo non sarebbe rappresentativo quindi lasceremo che le sue parole siano l'unico commento ufficiale. Ridurre cuore, grinta e passione ad una bieca analisi tecnico-motivazionale non è lo scopo di questo spazio, soprattutto quando si tratta di uno che, quando c'è stato da tirare fuori le palle, non si è mai tirato indietro. E' andata male, è vero, ma succede a tutti.
Per quanto riguarda la staffetta, nonostante tutti ci siamo difesi bene, al solito più che il tempo (3'20''92) è da ammirare la determinazione con cui i quattro hanno affrontato la sfida, la grinta con cui si sono espressi e la motivazione che li ha spinti a non mollare nonostante il pronostico e le defezioni. Anche in questo caso non mi va di fare nomi, è tardi, le cose da dire sono troppe e vanno oltre parziali e passaggi: hanno lottato dal primo all'ultimo metro ed è questa l'unica cosa che conta.
Rimandiamo bilanci e commenti, rimandiamo le polemiche; il mare, il sole, e il riposo serviranno a tutti per ritornare a settembre con la mentalità giusta per ripartire e far parlare, una buona volta, solo i risultati.
L'appuntamento è quindi tra due settimane circa, assicuriamo con uno spirito diverso.
Buone ferie a tutti,
Tonic Team
p.s.: menzione particolare a Chiara Colombo, Chiara Varisco, Silvia Cavenago, Chiara Lottici, Cinzia Nicassio e Giovanna Perego per aver inanellato due staffette splendide, brave ragazze!